UNA STORIA D’AMORE!

di Giusy


CAPIOLO 1

JOE SHIMAMURA

Il volo era stato molto tranquillo, aveva occupato il suo tempo leggendo e ricavando le soddisfacenti informazioni dalle riviste specializzate e non  per farsi un quadro generale della persona con cui avrebbe trascorso i prossimi 4 giorni. Famoso per i suoi flirt e soprattutto per la sua capacità di collezionare vittorie sul podio, era ormai in testa al campionato mondiale di Formula 1 e nessuno avrebbe potuto spodestarlo. Anche  suo padre e suo fratello lo avevano definito come un eccellente pilota, molto leale ma combattivo e con uno stile alla guida  così perfetto da essere corteggiatissimo dalle case automobilistiche e “nota dolente” anche da tutte le donne che gli giravano attorno, questa era infatti l’unica cosa che la scocciava da morire, dover lavorare con un seduttore di prima categoria… anche se…  i pettegolezzi sui giornale di gossip potevano essere ingigantiti e si era quindi riservata la possibilità che non fosse poi così tanto “dongiovanni” ma che gli venisse affibbiata come passione di turno qualunque donna gli si avvicinasse…
“Uff… guai per me! Non voglio finire su tutti i rotocalchi come l’ennesima vittima del suo fascino! Mi farò fotografare solo sul set…” Seduta sul taxi che l’avrebbe portata all’albergo, rifletteva su quale sarebbe stata la sua strategia per non finire sulla lista delle sue presunte donne.
Il paesaggio che vedeva dal finestrino era meraviglioso, non era mai stata in Sicilia, l’Etna maestosa con la sua cima bianca sembrava accoglierla in quella terra così calda e soleggiata. Lasciato alle spalle il vulcano vide la scogliera che costeggiava l’autostrada, il mare era cristallino e le spiagge molto vaste, nonostante fossero ancora nei primi giorni di maggio, si vedeva qualche fortunato bagnante che prendeva il sole. Non si aspettava quel caldo, a Parigi l’aria era ancora frizzantina e il maglioncino di cotone era piacevole.
Dovrò sicuramente fare un po’ di shopping… la mia valigia non ha nulla di adatto a questo caldo.” Pensò.
“Scusi…” Disse rivolgendosi in francese al tassista…” Ci sono centri commerciali a Taormina?”
L’uomo le rispose… ma in inglese… “I speak english.”
La ragazza allora gli ripropose la stessa domanda in inglese… “Forse avrei dovuto imparare un po’ di italiano prima di partire!” Sospirò nei suoi pensieri.
Seppe che a Taormina non c’erano centri commerciali ma diversi negozi di ogni genere anche lussuosi se avesse voluto… ma a lei serviva solo qualcosa di più leggero per superare i prossimi 4 giorni e si rincuorò di sapere che l’albergo era poco distante dalla via principale e che avrebbe potuto muoversi a piedi in tutta la cittadina.
Non ci volle molto per intravedere la bellissima città incastonata in alto sulla costa ionica, sembrò sbucare da nulla subito dopo una curva, le abitazioni erano arroccate sulla roccia, sembrava il paesaggio di un pittore, tutti quei colori: il fucsia delle bounganville primeggiava su tutti ed era davvero uno spettacolo, abbassò il finestrino e fece qualche foto.
Arrivata all’albergo vi trovò subito ad aspettarla l’assistente del fotografo…
“Ben arrivata mamoiselle!”
L’uomo aveva più o meno una trentina d’anni, ordinò al personale dell’albergo di sistemare la valigia della ragazza in camera.
“Mamoiselle la vedo molto accaldata, penso che sia opportuno per lei fare delle spese e acquistare degli abiti più adatti al clima siciliano!”
La ragazza si sentì imbarazzata…“Ho un aspetto così trasandato per via del caldo?”
“Buon giorno signor Henrich! Veramente io vorrei prima fare  una doccia prima!”
“Non ne abbiamo il tempo mi dispiace! Potrà scegliere gli abiti al negozio qui vicino non è necessario che li provi subito, inoltre sarà tutto a carico nostro e poi farà la doccia direttamente sul set dove l’aspettano!”
L’uomo non aspettò nessuna risposta, le girò le spalle convinto che l’avrebbe seguito…
Dopo pochi passi, non sentendo la presenza della ballerina si girò e la vide che stava entrando nella hall dell’albergo…
“Si fermi Mamoiselle Arnould, deve andare subito sul set!”
“Quando mi sarò rinfrescata verrò con lei signor Henrich! Ci vediamo qui, fra circa 20 minuti!”
Si diresse all’interno dell’albergo senza lasciare nessun dubbio all’uomo che avrebbe deciso lei per se stessa e nessun altro!”
“Sembrava più accomodante la ragazza…!” Pensò con un sorriso sulle labbra… “Preferisco quando pensano con la loro testa!”
Si mise all’ombra e accese una sigaretta per far passare il tempo.
Puntualissima dopo 20 minuti la ragazza uscì dall’ingresso principale dell’albergo e si diresse verso Henrich.
“Abbiamo il tempo di acquistare qualcosa di più leggero?”
L’uomo abbassò gli occhiali da sole per farle capire che adesso stava abusando troppo della pazienza ma non ebbe il tempo di risponderle che lei stessa si avviò al negozio accanto all’albergo. Henriche sospirò ormai rassegnato e accese un’altra sigaretta. L’attesa non fu molto lunga dopo 10 minuti la vide uscire con un bel vestito corto di lino e una busta con altri abiti.
“Volevo pagare ma il negoziante mi ha detto che ci avreste pensato voi della rivista!”
“Mi sembrava di averle detto che sarebbe stato tutto a carico nostro!” Puntualizzò un po’ stizzito l’uomo che finora non era riuscito a eseguire il suo dovere, ovvero portare la ballerina sul set il prima possibile… “E adesso si sbrighi che siamo molto ritardo!” Nuovamente l’uomo si avviò senza aspettarla ma questa volta percepiva la presenza della ragazza accanto a lui.
Percorsero a piedi alcune stradine e scalinate in ciottoli,  pochi minuti dopo arrivarono in un angolo della città sistemato per le scene fotografiche, la ragazza curiosa si guardò attorno ma del suo partner non c’erano tracce.
All’improvviso fu attorniata da numerose persone che la guidarono all’interno di una casa dove vi erano pronti abiti e sedia per il trucco e parrucco. Vedeva così tante persone attorno a se che non si rese conto di come si ritrovò vestita e truccata!
Lo scopo del servizio fotografico era quello di avvicinare due sport totalmente agli antipodi, danza classica e Formula Uno attraverso due rappresentanti delle medesime discipline!
Sapeva di essere stata scelta dopo che uno dei fotografi aveva l’aveva vista durante uno spettacolo, data la pubblicità e la fama che il servizio fotografico su una delle riviste di sport più rinomate, avrebbe regalato alla sua compagnia di ballo non poté esimersi dall’accettare. Lei ballerina anonima accanto ad uno dei campioni sportivi più famosi del mondo! Tutti i suoi amici le dicevano che per lei sarebbe stato un bel trampolino di lancio, lei lo sperava ma aveva il terrore di finire sulle riviste di gossip come la nuova fiamma del campione Shimamura! I film mentali che si era creata in testa erano tali da sentirsi particolarmente nervosa per quell’incontro e sperava con tutto il cuore che i 4 giorni passassero in fretta.

 

CAPITOLO 2

MISS PARIGI

Aspettare che arrivasse la ballerina era stata un’occasione per riposare, non gli capitava spesso… lesse nuovamente il messaggio sul cellulare: Hai conosciuto miss Parigi?
Chiuse gli occhi e pensò a come nacque quel nomignolo… qualche settimana prima… a Fiorano…

“Come hai detto che si chiama?”
“Françoise Arnould!”
“Ma sei sicuro?”
“Siiii! Te l’ho detto non so quante volte! Magari sei tu che non sai scrivere il nome correttamente!”
“Ma che dici!!!! L’ho copiato direttamente dal contratto che mi hai fatto vedere, ma non è che si tratta di una truffa e vogliono rapirti?”
Joe sdraiato sul divano sfinito per le prove sul circuito non aveva voglia di fare l’investigatore assieme al suo amico e manager Jet.
“Sei tu che gestisci queste cose! Se mi rapiscono sarà solo colpa tua!”
“E’ impossibile che non esista un profilo di questa ragazza! Ho controllato su Facebook, Instagram e Twitter… niente! Non c’è traccia! Tutti hanno un profilo social persino tu!”
“La mia è una pagina non un profilo e non l’ho creata io ma i miei fan! Magari anche lei ama la sua privacy e non vuole stare sui social!”
“Oppure è una cozza da far paura,  antipatica e non ha neanche un fan che ha creato una pagina per lei! Questa mi sembra l’ipotesi più valida!”
“E’ una ballerina non potrebbe mai essere così tanto brutta. Cerca su Google, lì trovi tutti!”
“Già… vero… però… a volte hai delle idee niente male… eccola! … Françoise Arnould.”
Joe saltò in aria per il fischio di compiacimento del suo amico…
“C…zo… altro che cozza! Non può essere lei! Così gnocca e nessun profilo sui social? Questa non me la conta giusta sarà una miss di quelle che se la tirano da morire, altezzosa e antipatica… del tipo ce l’ho solo io! Miss Parigi!”
Abbandonata l’idea di poter riposare, Joe si alzò per vedere quella che sarebbe stata la sua compagna per il servizio fotografico a Taormina.
Fece scorrere le immagini, quello che vedeva lo attraeva parecchio, fece altre ricerche: Françoise Arnould nata a Parigi… Ballerina di danza classica attualmente presso la compagnia di ballo…
Fece una ricerca per immagini scansando definitivamente Jet dal suo primo posto sulla tastiera del portatile.
“Ehi! Ma ti sembra corretto stavo lavorando io al computer!” Protestò il manager!
“Non stavi lavorando ma spettegolando!” Gli rispose l’amico mentre faceva scorrere le immagini della ragazza…
“Solo immagini legate al balletto! Secondo me è psicopatica! Non si toglierà il tutù neanche quando è a casa! Però niente male… se la mia ragazza girasse per casa vestita così non mi dispiacerebbe affatto! Sedere in vista, tette in balconata e gambe scoperte! Miss Parigi!”
“Link sei a dir poco un porco!” Joe piegò lo schermo del portatile e si allontanò.
“Che fai? Sei geloso? Non è mica la tua ragazza!”
Solo in camera sua con davanti l’immagine della ballerina sul palcoscenico rifletteva sul suo comportamento. Non lo sapeva neanche lui perché le parole di Jet lo avevano infastidito così tanto eppure tante altre volte lo aveva sentito fare commenti poco carini su ragazze con cui era uscito ma questa volta lo avevano contrariato, avrebbe voluto dargli un pugno in faccia, come si permetteva a parlare così di lei!
“Françoise…Miss Parigi…” Sospirò…
Ed ora eccolo lì ad aspettare impaziente di conoscerla, solitamente erano gli altri a voler conoscere lui, non sapeva cosa aspettarsi da quell’incontro: una ragazza antipatica? Una fissata con il balletto? E se avesse avuto ragione Jet? Una psicopatica o peggio ancora una sociopatica?
Da lì a poco lo avrebbe scoperto… fu chiamato per entrare sul set fotografico e ciò significava che erano pronti per il servizio e lei era lì… rispose “NO” al messaggio di Jet e si avviò sul set.
I raggi del sole erano talmente abbaglianti che subito non riuscì a focalizzarla, era vestita di bianco, come una ballerina classica ovviamente… i capelli biondi legati con uno chignon, un trucco leggero e un sorriso dolcissimo…
“Mamoiselle Arnould le presento Joe Shimamura!” Toccò ad Henrich fare le presentazioni.
“Piacere di conoscerti Joe!” Disse la ragazza in inglese.
Joe allungò automaticamente la mano per stringere quella che la ragazza amichevolmente gli aveva offerto, appena la toccò ne percepì la pelle calda e morbida, provò una sensazione strana…
“Piacere sono Joe!”
Lei gli rispose sorridendo.
“Ecco… ora che vi conoscete possiamo iniziare!” Henrich… in quel momento non fu certo sensibile ma ligio al dovere ricordò ai ragazzi il vero motivo per cui erano lì…
La grazia e la delicatezza di Françoise durante il servizio furono gli elementi che più colpirono Joe, aveva quasi paura di farle male quando gli chiedevano di sollevarla o abbracciarla, quella vicinanza anche se inizialmente imbarazzante divenne presto naturale. Françoise era abituata al tocco di mani maschili sul palcoscenico ma nessuno dei suoi compagni era mai stato così delicato nei movimenti. La prima giornata trascorse velocemente.
Tornati in albergo Joe restò deluso dalla sparizione della ragazza che stremata dal viaggio e senza riposo da diverse ore si era scusata e ritirata in camera a riposare senza neanche cenare.
La mattina successiva…
“Posso sedermi qui?”
Joe ne percepì il profumo prima ancora di sentirla parlare, alzò lo sguardo e Françoise era lì davanti a lui con lo stesso sorriso del giorno prima.
“Certo…” Si affrettò ad alzarsi per spostarle la sedia e farla accomodare.
“Scusami se ieri sera ti ho lasciato solo a cena, ero davvero stanca.”
“Non ti preoccupare. Hai riposato bene?”
“Si, decisamente si, forse perché troppo affaticata e complice l’aria del mare ho dormito tutta la notte, tu?”
“Anch’io ho riposato bene…”
“I signori cosa vorrebbero per colazione?” Il cameriere interruppe la loro chiacchierata…
“Io vorrei… vorrei… un croissant al cioccolato, una brioche e una granita di mandorle con poca panna… e poi potrebbe portarmi anche un caffè?”
“Certo signorina, le porto il caffè caldo quando lei mi farà cenno.”
“Per me solo un caffè…”
“Solo un caffè? Perché? Non ti senti bene?”
“No… non amo fare colazione.”
Nel frattempo arrivò l’ordinazione…
“Ehmm… che buona! Questa brioche calda è sofficissima! Assaggia anche tu?” Joe non poté rifiutare di assaggiare la brioche che la ragazza aveva condiviso con lui.
Joe la osservava mangiare con piacere, era una gioia per gli occhi… quando inzuppò la brioche nella granita la vide chiudere gli occhi per quanto aveva apprezzato ciò che stava gustando…
“Questa resterà una delle colazioni più buone che abbia mai mangiato, se restassi qui un mese potrei andare a ballare per un circo come la donna cannone!”
“Penso che con la linea che hai potresti abbuffarti per un mese intero senza che si noti la differenza!”
Lei lo guardò un po’ sospettosa…
“Grazie ma la mia linea è così perché mi alleno tanto oltre che mangiare tanto!”
“Buon giorno… a quanto pare c’è un buon feeling fra voi?” Albert sembrò spuntare dal nulla.
“Buon giorno signor Henrich!”
“Albert!”
“Mamoiselle vedo che apprezza la cucina siciliana!”
“Apprezzo tutte le cucine se il cibi è buono!”
“Appena avrete finito di fare colazione andremo sul set, oggi saremo in spiaggia ad Isola Bella. Ha messo la crema solare mamoiselle?”
“Si, prima di uscire come aveva detto ieri sera.”
“Bene vi aspetto qui fuori.” Françoise con la bocca piena fece un alzò il pollice mentre Joe rispose che stavano per arrivare.
“Ecco il suo caffè signorina.”
L’arrivo del cameriere sancì la fine della loro prima colazione insieme…
Il sole batteva forte e non fu di certo un problema fare le foto con il costume da bagno…
Joe appena la vide rimase senza fiato…
“Quanto è bella… Pensa ad altro Joe…” Per fortuna l’acqua del mare era abbastanza fredda da abbassare la sua temperatura… mise i piedi a mollo sperando che facesse effetto sui suoi pensieri calienti e non solo su quelli…
“Joe non devi bagnarti…” Lo richiamò subito il fotografo… “Resteremo qui sul bagnasciuga. Françoise avvicinati e abbraccialo, i vostri visi devono incontrarsi di profilo. Ecco così bravissima… Joe cerca di scioglierti… non essere così rigido.”
“Fosse così facile… vorrei vedere te con lei si struscia così…” Joe era in difficoltà… non voleva che lei sentisse che la sua rigidità non era in gestita dalla sua volontà…
“Françoise avvicinati di più con il bacino e cerca di incastrare le sue gambe fra le sue, è una scena sensuale che deve far capire che anche le ballerine di danza classica sono sexy…
Appena lei si accostò con il bacino… sentì…
Lo guardò in viso imbarazzata…
“Scusami… non era mia intenzione… ma ha una volontà propria…”
“Ecco proprio così… scambiatevi sguardi di complicità… Fran deve impazzire per te… sentiti sexy e provocante… deve fare follie per te…”
Fu una tortura per Joe ed estremamente imbarazzante per lei…
“Che vergogna… come farò a far vedere queste foto a mia madre e mio padre?”
“Bellissimi… adesso entra in acqua Fran… voglio farti qualche foto da sola… Joe puoi andarti a cambiare… le prossime foto le faremo al teatro antico adesso voglio solo lei! Bravissima… sembri nata per fare la modella… Immergiti tutta e poi esci fuori tenendo gli occhi ben aperti… aspetta, aspetta… trucco… fatele sciogliere un po’ il trucco… la voglio sensuale!”
I truccatori le sbavarono il trucco sugli occhi e il rossetto rosso acceso… Joe era ipnotizzato…
“Vorrei essere stato io a ridurti! Però non avresti neanche il costume addosso…”
“Bene!” Stop! Copritela che sta tremando dal freddo!”
Le coperte furono un bel sollievo  stava proprio gelando…
“Razza di scemo come ti è venuto in mente di farmi bagnare… ho la prima domenica! Se mi ammalo saranno guai.”
Françoise corse al lido dove l’aspettava una bella doccia bollente… nonostante il caldo era pur sempre maggio e fare il bagno al mare non era di certo una buona idea.
Il resto della giornata passò velocemente al teatro antico di Taormina… la scenografia era davvero suggestiva e i costumi di scena stavolta erano più coprenti, lui con la tipica tuta bianca del pilota da Formula Uno, lei invece cambiò diversi abiti e costumi da ballerina… arrivata la sera erano entrambi stanchissimi e optarono per una cena ognuno in camera propria con la promessa che avrebbe nuovamente fatto colazione insieme il mattino seguente.

 

CAPITOLO 3

INNAMORARSI

Seduti al ristorante dell’albergo a fare colazione, videro arrivare come la mattina precedente Henrich con una faccia che non prometteva nulla di buono…
“Buon giorno, mi fa piacere vedere che il bagno di ieri non le ha provocato nessun malanno mamoiselle…”
“Grazie! Ero preoccupata anch’io ma per fortuna sembra che il mio organismo abbia reagito senza problemi.”
“Ben per lei… e male per il fotografo… ha la febbre e un raffreddore tremendo, siete liberi oggi, non ci sarà nessun servizio, spero che si possa fare qualcosa domani se starà meglio.”
Joe e Françoise non si aspettavano di certo una giornata libera… fu una vera sorpresa…
“Non fate questa faccia dispiaciuta…” li canzonò Henrich… “Non ho mica detto che è fin di vita! Se fossi in voi ne approfitterei per visitare la zona.”
Joe colse subito la palla al balzo… trascorrere del tempo da solo con lei era un’idea che decisamente lo allettava…“Potremmo andare sull’Etna, ti va Françoise?”
“Perché no… vado in camera a prendere le mie cose e poi possiamo andare. Arrivederci signor Henrich…”
“A domani mamoiselle!”
“Divertitevi e mi raccomando che questa volta l’esplosione sia del vulcano non la tua!”
Joe capì subito che la battuta era rivolta all’incidente della spiaggia.
“Si vedeva così tanto?” Chiese imbarazzatissimo.
“Direi che hai provocato un mezzo orgasmo a tutto lo staff femminile e a quarto di quello maschile!”
“Non è colpa mia… sai come succedono certe cose… a volte sono fuori controllo…!”
Il sorriso beffardo di Hernrich la diceva lunga su quanto la situazione lo avesse divertito… “Adesso sarete soli per tutto il giorno… se dovesse succedere nuovamente potrai risolvere diversamente… forse… dico forse perché mamoiselle non mi sembra proprio il tipo da una trombata e via neanche con te che sei Shimamura!”
“Eccomi qui! Di cosa stavate parlando? Siete così seri!”
“Di niente mamoiselle, dicevamo quanto lei sia così…”
“Così come?” Chiese lei insospettita…
“Così insolita…”
“Cosa vuol dire insolita? Non capisco!”
“Il signor Hernrich diceva che sei molto simpatica e che nonostante tu sia una bella ragazza non fai la preziosa come fanno molte!”
“Davvero dicevate di me queste cose oppure dicevate altro?”
“No, mamoiselle non ci permetteremmo mai, lei è così adorabile che non potremmo mai avere se non parole perbene per lei! Divertitevi!” L’uomo li salutò.
“Henrich ci presta la sua macchina…” Joe fece tintinnare le chiavi e insieme si avviarono verso il parcheggio dell’albergo dove trovarono una fiammante…
Il paesaggio nero della lava vulcanica lungo i tornanti era predominante, Françoise era davvero impressionata da quella natura così prorompente che si era fatta strada lungo le costruzioni degli uomini, il verde degli alberi e degli arbusti che spuntavano fra la lava era un altro chiaro segnale della forza della vita. L’aria leggermente più fresca e il buon umore per l’inaspettata giornata libera portò i ragazzi a chiedersi dove potevano mangiare, erano ormai scesi dal vulcano e lungo la strada si intravedeva lo scintillio delle onde del mare.
“Cosa ne pensi se ci fermassimo in un ristorante lungo la costa per mangiare pesce?”
“Penso che sia un’ottima idea!”
“Allora andiamo, sto morendo proprio di fame!” Joe fece rombare l’auto aumentando la velocità e facendola sgommare un po’!
“Hei! Voglio tornare a Parigi tutta intera!”
“Mamoiselle forse non si ricorda che sta seduta accanto ad un pilota i Formula Uno! E non uno qualsiasi… il migliore!” Joe le fece l’occhiolino e fece una curva a sinistra così a gomito che la costrinse ad aggrapparsi al braccio di lui per tenersi.
Quando la corsa dell’auto riprese regolarmente lei si staccò con dispiacere di Joe, rimase silenziosa lui notò il viso di  lei leggermente soffuso di rosso ma sereno.
Joe aprì la porta d’ingresso un po’ incerto… il locale era molto bello e luminoso, vi erano alcune persone che stavano allestendo l’ingresso con dei fiori bianchi che si limitarono ad osservare i due ragazzi per poi continuare il loro lavoro. Dal fondo della sala spuntò una ragazza sicuramente allertata dal rumore della porta d’ingresso.
“Il locale è chiuso!” Disse a voce alta e mentre lo diceva si avvicinò ai due sconosciuti… “Scusate il ristorante oggi è chiuso stiamo allestendo per un matrimonio che… ci… sarà in… serata…” Il suo tono di voce tanto fermo e deciso all’inizio, sfumò verso la fine rendendosi conto di chi si trovava davanti!
“Mah… tu hai un viso conosciuto… dove ci siamo incontrati? ” Dichiarò riferendosi a Joe…
“Ci scusi… “ Rispose il ragazzo nel suo italiano quasi perfetto ma con una declinazione che lasciava trasparire le sue origini straniere… “Io e la mia amica cercavamo un posto dove pranzare, andiamo via subito.”
Sentendolo parlare la ragazza ebbe un’illuminazione “Non ci posso credere… tu sei Joe Shimamura! Il pilota della Ferrari! Parli esattamente come fai alla fine di ogni gara quando commenti la corsa!”
Joe ormai abituato ad essere riconosciuto, sorrise alla ragazza e affermò la sua identità.
“Aspettate non andate via!” La ragazza scappò scomparendo dietro la porta da cui poco prima era apparsa.
Françoise non capiva una parola di italiano ma comprese quello che stava succedendo, sorrise a Joe e fece spallucce per fargli capire che bisogna avere pazienza con i propri fan.
Nel frattempo le due persone che stavano allestendo l’ingresso si avvicinarono chiedendo di poter fare una foto con il campione e avere un autografo, entrambi chiesero anche a Françoise la stessa cosa anche se non avevano la più pallida idea di chi fosse quella ragazza bionda che accompagnava il pilota, nell’incertezza che potesse essere famosa anche lei era meglio correre ai ripari con foto e autografo anche della bella sconosciuta.
Joe era in imbarazzo soprattutto per Françoise non abituata a tutto quel clamore, lei però sembrava a suo agio si era prestata volentieri a far da modella per le foto dei due ragazzi e firmò loro un bellissimo autografo con tanto di dedica personale!
“Ehi… voi lasciate stare i picciutteddi! Annativvinni a travagghiari!” Un uomo basso e  grassoccio sbucò in sala assieme alla ragazza di prima.
“Quale onore… Matriii non mi pari veru! Figghia mia è piddaveru iddu?!”
“E chi ti dissi yo, c’è u pilota, chiddu di fommula Uno, ti passi chi ti dicia na babbaria?” Replicò quasi offesa la figlia…
Joe e Françoise erano alquanto confusi… L’uomo era sicuramente dall’aspetto non italiano ma sembrava ad entrambi di origine orientale che parlava siciliano e che aveva una figlia dall’aspetto italiano!
“Piacere! Mi chiamo Chang, sono il proprietario del locale e chista è  me figghia Alfina!”
Joe non rispose subito, parlava e capiva bene l’italiano un po’ meno il siciliano…
“Secunnu tia capiu chiddu ca ci rissi?” Chiese l’uomo alla figlia…
“Forse se parli in italiano ti capiranno.”
“Hai ragione figlia mia! Mi presento sono il signor Chang, sono il proprietario di questo locale e questa è mia figlia Alfina!”
“Piacere signor Chang!” Joe allungò la mano che fu vigorosamente stretta dal cinese. Françoise seguendo l’esempio del suo amico si presentò parlando in francese.
“Alfina che lingua parla a picciotta?”
“ Francese… papà…” Rispose imbarazzatissima la ragazza.
“Francisa… cosi fini … scialamu signor Shimamura!!!” L’uomo diede una gomitata al pilota facendogli pure l’occhiolino.
“No Françoise…” Disse la ragazza pensando che non avesse capito il suo nome mentre la figlia Alfina sprofondava sempre più nel pavimento ormai certa che più vergogna di così non avrebbe potuto provare.
“Alfina vai a preparare un tavolo ai signori sono miei ospiti!”
“Non vogliamo disturbare, il locale è chiuso, andiamo via!”
“Ma vuole schezzare? Si accomodassi con la sua signora che ora le preparo dei piatti speciali, cose che può assaggiare solo qui in questa terra di sole e mare!”
Joe ringraziò l’uomo e spiegò la situazione a Françoise che era rimasta come una spettatrice ad assistere a quello scambio di battute di cui lei non aveva capito nulla.
L’uomo li accompagnò in una terrazza fuori, dove la figlia aveva già apparecchiato per due.
“Anche se siamo a maggio, il tempo oggi è così bello che ho pensato che vi avrebbe fatto piacere pranzare fuori!” Disse la ragazza ai due ospiti.
Joe tradusse le parole della ragazza alla sua amica che ringraziò con il suo italiano stentato. La ragazza si allontanò andando ad aiutare il padre.
Finalmente soli i due ragazzi poterono ammirare il panorama, la terrazza infatti si affacciava sulla scogliera fatta di grossi sassi neri, il mare azzurrissimo e trasparente emanava un odore di iodio piacevole. Françoise spontaneamente inspirò in modo evidente quel profumo come se volesse imprimerlo nella sua mente.
“Che bello! Non avevo mai visto un mare così!”
Il mare le scompigliava i capelli e gli occhi chiari sembravano dello stesso colore del mare, Joe la osservava certo di non aver mai visto donna più bella e soddisfatto per averla resa così felice. Provò un’emozione strana, il desiderio di abbracciarla e di baciarla lì su quella terrazza con testimoni i gabbiani e il vento… ma non lo fece… si limitò a osservarla.
“Guarda Joe… si vede persino il fondale marino!” Il ragazzo si avvicinò, il desiderio di baciarla si fece più forte… lei lo guardava sorridente ed entusiasta…  le tolse i capelli dal viso con le dita che avevano deciso di muoversi senza il suo permesso, un po’ sorpresa per il gesto, lei lo guardò negli occhi e rimasero fermi così l’uno di fronte all’altro…
Non ci fu nessun bacio…
“Scusate… non volevo disturbarvi ma l’antipasto è pronto…” Alfina non volendo interrompere l’atmosfera si era trasformata in una ballerina di salsa facendo un passo avanti e uno indietro dalla porta a vetri che dava sulla terrazza incerta se la sua presenza era stata notata.
I due ragazzi come colti sul fatto, ritornarono a contatto con la realtà, un braccio di Joe prese l’iniziativa e senza il suo parere si posò sulle spalle di Françoise abbracciandola, sentì un impercettibile sobbalzo da parte della ragazza che percepì più come sorpresa che come ostilità e ne fu molto lieto, abbracciati si avvicinarono al tavolo.
“Vorrei lavarmi la mani.” Disse a Joe appena arrivarono al tavolo.
Il ragazzo chiese ad Alfina dove fosse il bagno, si sciolsero dall’abbraccio ma quando anche lui le disse che voleva lavarsi le mani, Françoise intrecciò la sua mano a quella del ragazzo e si avviarono insieme…
L’antipasto con i tipici prodotti ittici del mare siciliano aveva sorpreso entrambi i ragazzi per la freschezza dei prodotti.
Il primo fu servito da Chang in persona.
“Spaghetti ca muddica e anccionvi…” Spiegò ai ragazzi incuriositi da quei spaghetti che emanavano un profumo delizioso. “La pasta ca muddica solo in Sicilia la potete trovare!” Il cuoco stava riempiendo il piatto di Joe a dismisura… Il ragazzo fece un gesto con la mano per far capire che era abbastanza…
“ Manciassi che poi stasira ci serve u gasoliu pi farsi nu bellu giru i pista! C’è pure il peperoncino che è afrodisiaco!” Gli disse ammiccante.
Joe che comprendeva a stento quelle frasi, ringranziò il cielo che la sua compagna non capisse proprio nulla di ciò che alludeva l’uomo…
Françoise chiese a Joe cosa stava dicendo il cuoco…
“Ehmm… dice che si tratta di una ricetta tipica siciliana…”
“Se… se… malandrino… ci dicissi a signurina ca stasira grazie a Chang  si patti direttamente ca quinta marcia!”
Joe capì solo il senso generale della frase e dalla faccia un po’ imbarazzata dell’amico anche lei  aveva intuito che si trattava di frasi dai toni un po’ piccanti, aveva infatti abbassato lo sguardo e sul viso si era diffuso un leggero rossore… sicuramente non avrebbe tradotto in francese quelle ultime battute…
“Papà basta! Non importunare più i nostri ospiti!”
Con un sorriso sornione l’uomo tornò in cucina.
“Scusate, mio padre non ha limiti, pensa di essere simpatico con le sue battute…” Alfina prese loro i piatti sporchi…
Françoise la guardava con simpatia e Alfina con il suo francese scolastico le chiese che lavoro facesse…
Così parlarono un po’ nell’attesa che fosse pronto il secondo, le due ragazze con l’aiuto di Joe che traduceva i concetti più complicati  scambiarono qualche chiacchiera.
 Alfina spiegò loro che era stata adottata da Chang e da sua moglie, la madre non era presente perché proprio quel giorno era fuori per lavoro ma era una sua fan ed era emozionata all’idea che nel loro ristorane avesse pranzato un personaggio così famoso.
Il pescespada arrostito fu graditissimo dai ragazzi e ancor di più i cannoli con la ricotta che gustarono come dolce. Prima di andare via fecero qualche foto da lasciare come testimonianza del passaggio del campione nel locale del cinese!

 

 

 

© 04/05/ 2019

 



 
 


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