FINE DI UN SOGNO

di Laura


Prologo

Quando ho chiesto al dottor Gilmor perchè mi abbia chiesto di accompagnarlo, mi ha risposto semplicemente "perchè sei la più adatta". Non mi ha dato altri dettagli, e mi ha confessato di essere anche lui all'oscuro sul vero motivo di quel viaggio che ci apprestavamo a fare.

Il centro ricerche del dottor Fudo è un edificio moderno, dalle forme irregolari e tondeggianti: le pareti sono occupate da finestre rettangolari, tranne il primo piano che si alza su una striscia di vernice grigia, in contrasco con l'immacolato candore del resto dell'edificio, ad accezione della parte superiore (il tetto se vogliamo) che è invece vivacizzato dal colore arancione. La struttura è circondata da ettari infiniti di verde, e quindi abbastanza isolato per non destare la curiosità dei passanti.

Quando entriamo nell'ingresso, accompagnati dal gentile dipendente che è venuto a prenderci all'aereoporto, troviamo quello che immagino essere il dottor Fudo.

-Isaac!- accoglie il dottor Gilmor con grande calore

-Sono felice di rivederti Taichi- si stringono la mano

-Mai quanto me nel vedere che hai accettato il mio invito- si accorge di me -e lei è certamente la tua assistente 003-

-Françoise Arnoul- mi presenta (lo corregge) il professore

Allungo la mano per salutare -Piacere di conoscerla dottor Fudo-

-Devo esserle sembrato un maleducato!- ride -Ma qui abbiamo la maldestra abitudine di dare un nickname a tutti, persone, codici, progetti! Ci sembra un modo più facile di organizzarci-

-Non avete paura di perdere la vostra individualità?- chiede curioso il dottor Gilmor

-Qui non esiste un' individualità: si lavora tutti insieme per raggiungere un obiettivo comune; io non me la prendo quando i miei ragazzi si burlano di me chiamandomi "puzzola"-

Sarebbe venuto in mente anche a me di dargli quel soprannome: il dottor Fudo nasconde bene la sua età in un corpo alto e atletico, a tradirlo sono quei capelli brizzolati e con un tocco bicolore che segna una netta linea tra il bianco in mezzo e il corvino ai lati.

-003 da dove nasce invece?-

-Dalla misura del mio reggiseno- alzo le spalle. Mi sembra un tipo alla mano: perchè non scherzare un pò? Ed infatti scoppia nuovamente a ridere, sembra molto divertito. Nel frattempo io guardo il dottor Gilmor e gli faccio chiaramente capire che si è dimenticato di dirmi che il suo collega fosse così estroverso e lui mi risponde con qualcosa che assomiglia vagamente al " e non hai ancora visto niente".

Alle nostre spalle una voce di donna ci costringe a fermarci -Dottor Fudo!-

Indossa un camice bianco: ha la pelle olivastra e un taglio degli occhi molto particolare. La trovo davvero graziosa; si vede che non è Giapponese, forse Sudamericana.

-Gilmore, amico mio, lo sapevi che pago lo stipendio ad Isaac Newton?-

Noto che la ragazza scuote il capo

-Non credo di capire- risponde il dottore sconcertato, come me del resto.

-Questa signorina che vedete è Isaac Newton, è ed il miglior fisico del mio staff!- la presenta

-Suvvia ancora con questa storia?- lo rimprovera la ragazza tirandosi dietro l'orecchio una ciocca del suo caschetto di capelli scuri

-E perchè no? è una storia divertente in fondo: sai Isaac, si tu Gilmor, che questa graziosa fanciulla ed un altro gruppo di spiritose, hanno ottenuto il massimo del punteggio nei test di ammissione per venire a lavorare qui, solo che hanno consegnato i moduli firmandosi sotto falso nome! Perciò ora io pago lo stipendio ad Isaac Newton, Albert Eistein e a niente di meno che a Galileo Galilei; poi c'è una che si chiama Marie Curie ed io credevo stesse scherzando, ma si chiama davvero così- quando finisce il racconto, io cerco di non ridere, e il dottor Gilmor è sconcertato e sorridente

-Perchè l'avrebbero fatto?- tossicchia il professore

-Non ne ho idea- lancia un'occhiata ironica alla sua assistente -Credo che la loro intenzione fosse quella di non farsi discriminare in quanto esseri "xx", comunemente chiamate "donne"-

-Una categoria dalla quale guardarsi le spalle, insomma- rivolgo un'occhiata complice alla ragazza, che mi risponde con un sorriso cordiale

-Mi chiama Graciella Ortega- stringe la mano prima al professore e poi a me, così cogliamo l'occasione per presentarci anche noi

-Sei portoricana?-

-Sono peruviana- mi risponde -Dottor Fudo; devo assolutamente parlarle di...-

Fudo la interrompe -Non adesso Newton; ne parliamo dopo, ora devo accompagnare gli ospiti a visitare il centro-

Graciella si morde il labbro, ma non contraddice il dottore, che intanto ci invita a continuare il nostro giro. Ci mostra inizialmente la parte esterna dell'edificio: fa scorrere una porta a vetro e ci introduce nel giardino. A pochi passi da noi si erge una serra, circondata da un orto rigoglioso dove stanno maturando i pomodori, e certamente i tuberi nel sottosuolo.

La serra è rigogliosa ed ospita fiori e piante rare, ma non ho tempo di fermarmi ad apprezzare le meraviglie che vedo, perchè intanto il dottor Fudo continua a parlare e a camminare senza sosta. Ha girato l'angolo ed è andato a confondersi tra i tralci di vite, dove sono appesi gli acini succosi dei grappoli d'uva. Ne rubo uno senza essere vista e me lo porto alla bocca, così senza lavarlo. Un sapore dolce mi invade la bocca. Viva la natura. A Geronimo piacerebbe un sacco qui: il dottor Fudo sta cercando di spiegarci che il centro ricerche cerca di rendersi autonomo sotto molti punti di vista: l'orto, la serra e la vite vengono curati in parte anche dagli stessi dipendenti e lavoratori, per accrescere il senso di comunità che continua a decantare.

-Facciamo anche il miele!- conclude orgoglioso; poi indica il tetto -Pannelli solari ad ampio spessore, per filtrare meglio ed assicurarsi una riserva di energia costante...vedete quel grande serbatoio? Non è acqua potabile, ma viene depurata in seguito ad un processo chimico e possiamo utilizzarla per annaffiare!-

-Sono sbalordito Taichi, hai costruito una piccola isola di pace!- si complimenta il dottor Gilmor, mentre il mio pensiero va alla nostra casa sulla scogliera, certamente meno ecologica, ma decisamente più famigliare

-Se ti sei stupito di questo, aspetta di vedere l'acquario!- batte le mani

-Un acquario!?- esclamo stupita

-Sarà la nostra prossima meta- promette Fudo facendoci rientrare da una porta secondaria che facilita l'entrata in cucina. Oltrepassiamo la sala mensa ed anche la sala hobby dove sono sistemati i tavoli per giocare a ping pong e il biliardino. Una targa in ottone risplende con sopra incisa la parola "biblioteca", ma non ci fermiamo per sbirciare all'interno. La vera curiosità è che non incontriamo nessuno finchè non arriviamo all' acquario. Mi sembra incredibile che in mezzo ad un mare di erba abbiano avuto l'idea di costruire una cosa simile. Appena entro nella sala l'oscurità si rende fitta intorno a me e la luce che rischiara ogni cosa è data dall'acqua che oscilla dietro uno spesso vetro. Lo spettacolo più suggestivo della mia vita: vedo un delfino nuotare intorno, con movimenti circolari, un scia multicolore di pesci tropicali che sorpassa veloce una piovra accasciata sul fondale rigoglioso di alghe e stelle marine. Emetto un verso di stupore.

-Le piace signorina Arnoul?- mi chiede il dottor Fudo con tono compiaciuto

-Lo trovo sensazionale dottor Fudo; è un vero peccato, però-

-Che cosa è un peccato?- incrocia le braccia al petto

-Peccato che non ci sia niente di reale in questa stanza-

 

Capitolo uno - La bella addormentata

Le luci si accendono improvvisamente e ci troviamo in una stanza vuota. Il dottor Fudo batte le mani entusiasta.

Il professor Gilmor sospira al mio fianco. Si è avvicinato innavertitamente, come se volesse essermi vicino quando scoprirò qualcosa che sicuramente mi sconvolgerà.

-Questa signori è una stanza di simulazione virtuale ad alta definizione- ci spiega il dottor Fudo -Abbiamo allestito questo scherzo per accertarci delle reali capacità del cyborg dalla supervista e dal superudito-

-C'è una quarta persona qui- commento quando sento dei passi trascinati venire verso di noi

-Si tratta certamente della mente brillante che ha organizzato tutto questo: entri pure dottor Radcliffe!-

Un ragazzo sulla trentina, alto e magro, compare sulla porta. Porta gli occhiali da vista con una spessa montatura nera ed un accenno di barba incolta.

-Thomas Radcliffe è il responsabile dei progetti di simulazione e processi virtuali del centro. Prima di lavorare qui progettava videogames per ragazzi, ma una mente fantasiosa come la sua era davvero sprecata!- sembra davvero orgoglioso di spiegarci quale grande cervello abbia avuta la fortuna di assumere

Thomas si unisce a noi, ma non si preoccupa ne di salutare, ne di presentarsi di persona, evidentemente cerca solo di non scatenare ancora di più l'orgoglio del suo datore di lavoro.

-Tom, ho incontrato Newton per il corridoio e sembrava piuttosto innervosita- insinua il dottor Fudo con voce melliflua

-Ho prenotato la sala A per tutta la prossima settimana- risponde senza alcun cenno di curiosità -è lei la mia dreamer?- mi fissa sospettoso

Io sto per rispondergli educatamente che non ho capito cosa intenda, quando finalmente è il dottor Gilmor a prendere la parola.

-Françoise, Taichi ha da mostrarci qualcosa di interessante e il dottor Radcliffe è l'inventore dello strumento principale per venire a capo del problema- cerca di spiegarmi

-Quindi la dreamer non sa niente- Thomas tira fuori un pacchetto di sigarette e ne estrae una per accenderla. Il dotto Fudo batte un piede per terra infastadito -Quante volte ti ho detto che non devi fumare nel centro! Il fumo fa male ai polmoni ed assuefa le idee geniali!-

-Quando non saprò più fare il mio lavoro potrà licenziarmi- ignora le raccomandazioni del suo principale e si accende la cicca -Appena avrete chiarito la situazione, sapete dove trovarmi- esce senza tanti convenevoli.

Il dottor Fudo sospira, poi si fa comparire in faccia un ghigno ironico -I suoi colleghi lo chiamavano T.RAnno, è estremamente burbero e scortese; fa sempre arrabbiare Newton perchè prenota la sala A a suo uso esclusivo senza lasciare spazio ai colleghi-

-Non mi sembra molto corretto- commento sorpresa

-In effetti no, per questo non ha molti amici, anzi nessuno, qui, ma è davvero brillante, un vero genio. Quando vi mostrerò il Dreamcatcher resterete sorpresi e deliziati!-

Dreamer, Dreamcatcher...proprio non riesco a capire di che cosa stia parlando; il dottor Gilmor sembra rassegnato all'idea che il suo amico voglia solleticare la nostra curiosità solo per assicurarsi lo stupore sui nostri visi.

Usciamo dalla sala di simulazione e proseguiamo il nostro percorso. Il dottor Fudo estrae dalla tasca un mazzo di chiavi e ne infila una piccolina nella toppa di una porta, invitandoci ad entrare. Si tratta di un ascensore ben mimetizzato con le altre porte del corridoio. Scendiamo di livello, anche se sulla tastiera non compaiono i tasti -1 o -2, ma solo delle lettere illeggibili, perchè prive di significato per me.

Nessuno parla per un pò, poi finalmente il dottor Fudo tossicchia per richiamare l'attenzione ed apre il sipario sul mistero che ha condotto me e il sottor Gilmor nel suo centro di ricerche.

-Stiamo andando nei laboratori ai piani inferiori perchè devo mostrarvi una cosa. Dieci giorni fa, nella prefettura di Okinawa, si è verificato un incidente d'auto ai danni di un camion che trasportava prodotti ittici. La vettura ha inchiodato all'ultimo momento ed è finita fuori strada, investendo accidentalmente una donna. L'autista, rimasto miracolosamente illeso, ha testimoniato che è spuntata fuori all'improvviso in mezzo alla strada. La polizia ci ha immediatamente telefonato annunciandoci che avrebbero trasportato nel mio centro di ricerche il corpo; ho chiesto come mai la portassero qui, questo non è certamente un obitorio, ma quando ho visto di cosa si trattava ho capito la gravità della situazione- continuiamo a camminare in questo labirinto di corridoi quasi bui, finchè Fudo non alza un interruttore invisibile e clicca su una tastiera un codice segreto (1492) che permette alla porta di aprirsi. Due figure si muovono all'interno della stanza attorno ad un tavolo operatorio: sembrano due chirurghi con i loro camici bianchi e le mascherine adattate sul viso. Si fermano ad osservarci, ma prima ricoprono con un telo il corpo adagiato sul lettino.

-Benvenuto dottor Fudo- le luci fredde della "sala operatoria" vengono sostituite da quelle brillanti al neon e finalmente capisco che le due figure non sono aliene, ma un uomo e una donna.

-Signori, lei è Albert Einstein, e lui è Hayao Kishimoto, e l'aspetto non vi inganna se avete pensato che sono due chirurghi! Solo che non riparano tessuti umani, ma cavi meccanici-

La seconda "ribelle" nel team del dottor Fudo è altissima; quando si toglie la cuffietta i capelli biondi le cadono sulle spalle con un movimento leggero. Ha gli occhi azzurri, freddi come la neve, e le guance rosse come mele.

-Il mio nome di battesimo è Margareta Hippe- ci saluta e noi facciamo altrettanto prima di stringere la mano ai due

Il dottor Fudo intanto si è avvicinato alla salma distesa ed accarezza delicatamente il profilo del viso da sopra la stoffa.

-Einstein, mostri ai nostri ospiti su cosa state lavorando-

Margareta toglie il lenzuolo con un movimento deciso. Non ha gambe e non ha braccia. Resta solo un busto intero ed un viso ovale con gli occhi spalancati. è bellissima, ha lunghi capelli color miele che scendono in onde morbide, occhi di un verde intenso, ormai morti e le labbra sono turgide e rosse. Sembra una principessa addormentata, come nella favola.

-Un cyborg...- commenta il professor Gilmor accarezzandosi il pizzetto -che cosa ci faceva in giro per Okinawa?-

-Stiamo cercando di scoprirlo- risponde la dottoressa Hippe -Tramite le più sofisticate tecnologie tentiamo di recuperare le informazioni contenute nel suo cervello elettronico- si infila i guanti di lattice e si avvicina alla testa della donna: posiziona le mani sotto la mandibola e rimuove con un movimento deciso lo strato di pelle che compone il viso, come se gli strappasse una maschera. Quello che resta è un ovale riempito di schede e piccoli cavi. Per un attimo mi si contorce lo stomaco e vorrei che le rimettesse la faccia al suo posto.

-Abbiamo già rimosso il cervello artificiale e lo abbiamo consegnato al nostro team di informatici, ma per ora sembrano non esserci risultati attendibili- spiega il dottor Kishimoto

-Capisco- il dottore continua a fissare il corpo senza vita di quella donna, sembra davvero colpito

-E qui che entra in gioco T.Ranno e la sue geniale invenzione!- esordisce il dottor Fudo

-Dottore io non sono d'accordo!- si oppone Margareta -Il progetto Dreamcatcher è ancora in fase sperimentale e potrebbe resettare completamente le informazioni contenute nel cervello di questo cyborg!-

-Non vedo altra soluzione plausibile- risponde tranquillo

-Se solo il team di informatici avesse più tempo forse potrebbero...!-

Ma il professore la interrompe alzando una mano -Non abbiamo più tempo- chiude il discorso; poi si rivolge direttamente a noi -Ora è venuto il momento che io vi mostri finalmente il progetto Dreamcatcher in tutta la sua magnificenza; voi potete tornare ai vostri compiti- saluta i due chirurghi. Mentre ci allontiamo sento chiaramente i commenti irritati della dottoressa Hippe e il dottor Kishimoto che cerca di calmarla.

Riprendiamo nuovamente l'ascensore e andiamo al primo piano, stavolta la legenda è molto più comprensibile. La luce del mattino si irradia attraverso le ampie finestre che circordano le pareti del centro di ricerche ed è un piacevole contrasto rispetto alla penombra asettica nella quale sono immersi i laboratori ai "piani inferiori". L'immagine di quel corpo deturpato e mutilato mi ha scioccata molto e sento un brivido scorrere lungo la schiena.

La musica si espande intorno a me come un abbraccio che mi avvolge; sento il ritmo prorompente iniziare a scorrermi nelle vene e non posso fare a meno di sorridere rincuorata, mentalmente ristorata dai suoni familiari che si insinuano nelle mie (super)orecchie

-Adoro questa canzone!- esclamo entusiasta

People Always Told Me Be Careful Of What You Do
And Don't Go Around Breaking Young Girls' Hearts
And Mother Always Told Me Be Careful Of Who You Love
And Be Careful Of What You Do 'Cause The Lie Becomes The Truth

Billie Jean Is Not My Lover
She's Just A Girl Who Claims That I Am The One
But The Kid Is Not My Son
She Says I Am The One, But The Kid Is Not My Son


Mi chiedo chi sia un tale appassionato da ascoltare a volume così alto Michael Jackson mentre si trova a lavoro. Il dottor Fudo è evidentemente contrariato e mentre ci sorpassa a passo spedito faccio vedere velocemente al dottor Gilmor la mossa del moonwalk; poi acceleriamo il passo anche noi per infilarci velocemente nell'unico ufficio con la porta spalancata.

-Galilei! La vuoi piantare di infastidire tutti con la musica a palla!?- la rimprovera

Nascoste dietro una sedia girevole vedo due gambette corte che non toccano per terra . La sedia gira e finalmente incontro il visetto paffuto della ragazza. Allunga il braccio per cliccare il tasto stop sullo stereo di ultima generazione che tiene sul mobiletto accanto alla scrivania

-Ti ringrazio- stringe i denti il dottor Fudo -Perchè non ti metti le cuffiette?-

-Perchè T.Ranno me le ha nascoste! E visto che quel forever alone ha l'ufficio qui vicino cerco di disturbarlo; oh prof, ma non mi avvisa che ci sono ospiti!- scatta in piedi (è davvero piccolina) e viene verso di noi

-Galileo Galilei, eccellente informatico e molesto lavoratore- la presenta

-Sono anch'io una fan di MJ- la saluto; mi sembra simpatica e cordiale, molto più sciolta della sua collega tedesca

-Ottimo- mi sorride. Ha un viso tondo e lentigginoso, incorniciato da riccioli rossicci -Sicuramente il prof vi avrà divertito con la storiella delle tre femministe ribelli, comunque il mio vero nome è Nicole De Amicis e sono la boss del gruppo degli informatici-

-Come procede il sezionamento del cervello elettronico?- si informa

-Non procede perchè stiamo cercando di separare i lobi senza danneggiare la struttura d'insieme; comunque Einstein mi ha appena avvisata che ricorrerete al progetto Dreamcatcher- le compare una smorfia di disappunto

-Non dovete sentirvi escluse, ne tantomeno scavalcate solo perchè cerco di affrontare il problema seguendo un altro percorso- le dà una pacca sulla spalla -Torna pure al tuo lavoro e tieni il volume basso: entro stasera avrai un nuovo paio di cuffie-

Usciamo ( Nicole in sottofondo commenta con un "testa di puzzola!" e riaccende il suo amato stereo) e il dottore cerca di scusarsi con un sorriso imbarazzato. Dalla tasca dei pantaloni tira fuori il palmare e digita velocemente sulla tastiera.

-Lavorare con i giovani è soddisfacente, ma è anche molto impegnativo- commenta prima di riprendere a camminare

-Taichi, perchè la polizia ha portato qui il cyborg?- domanda il dottore

-Esista una sezione speciale, che fa parte del controllo sulla sicurezza nazionale, che si occupa di sorvegliare i fenomeni catalogati come extra, cioè che vanno ben oltre la comprensione dei militari. Il Governo finanzia in parte il nostro centro, ufficialmente ci occupiamo di studiare l'ecosistema e la ricerca di fonti di energia alternative, ma siamo equipaggiati per farci affidare i fascicoli extra-

-Non ne ero a conoscenza-

-Beh Isaac, tu hai preferito ritirarti a vita privata, teoricamente non esisti, ed è un bene perchè altrimenti la sezione speciale verrebbe a reclamare le informazioni che possiedi-

Sarebbe davvero un bel guaio se qualcuno scoprisse che noi nove cyborg della serie 00 siamo essere artificiali creati dall'organizzazione criminale dei Black Ghost per scopo bellico! Forse anche quella povera ragazza è una loro vittima, ma come mai è sfuggita al loro controllo? Stava scappando? Si era anche lei ribellata alla violenza di quegli assassini?

Scuoto il capo.

-Questo è l'ufficio di T.RAn...cioè del dottor Radcliffe, preparatevi a meravigliarvi perchè sto per mostarvi il Dreamcatcher!-

 

Capitolo due -Dreamcatcher

Uno spesso vetro trasparente divide a metà l'ufficio del dottor Radcliffe. Lui se ne sta seduto su un divanetto in un angolo a fumare in silenzio la sua sigaretta.

La prima metà dello studio si compone di mobili comuni: scrivania, sedie, un computer a schermo largo, un divanetto con tavolino, un armadio di ferro. Dall'altra parte del vetro vedo l'intera parete occupata da uno schermo gigante, come quello di un cinema ed un letto, racchiusi in quell'ambiente asettico. Sulla scrivania oltre al computer è esposta una campana di vetro con all'interno un corpo molle di colore grigio. Immagino si tratti del cervello prelevato alla bella addormentata.

Thomas affonda la cicca nel portacenere per spegnerla e ci viene incontro.

-Dottor Radcliffe, vuole spiegare come funziona il Dreamcatcher?- lo invita cordialmente

-Lei sicuramente è molto più bravo di me a spiegarsi- accende il pc ed inserisce la password (7410) per visualizzare il desktop

-Se preferisci lasciare a me il privilegio di spiegare questo prodigio, allora la accontento: il dreamcatcher permette di proiettare la mente e la coscienza di un soggetto all'interno di un mondo virtuale nel quale tutto è possibile; paradossalmente questo virtual world è allestito dalla mente stessa del dreamer, cioè l'esploratore principale-

Il dottor Gilmor si massaggia il mento, io resto a dir poco allibita. Mi sembra impossibile che una simile idea possa essere stata messa in pratica

-Ehm...il letto a che serve?- domandò schiarendomi la voce per l'emozione

-Il dreamer resta assopito per l'intero periodo in cui si trova nel virtual world; le immagini create dal cervello del dreamer appaiono in prima visione su quel grande schermo e permettono al controller di equipaggiare velocemente l'avatar-

-Taichi non vorrai mica dirmi che vuoi sottoporre un cervello spento ad un simile trattamento?-

-Si, il cervello del cyborg verrà attivato come il dreamer principale, mentre 003 si inserirà nel virtual world come seconda dreamer-

-Praticamente diventerei una specie di virus che filtra le informazioni- rifletto a voce alta

-Precisamente-

- I rischi che si corrono nell'utilizzare il dreamcatcher sono principalmente la possibilità di perdere i dati insostituibili e di danneggiare quindi la memoria, sempre che il cervello non venga eccessivamente pressato dall'inizio di un' attività onirica così stressante- avvisa il dottor Radcliffe e quello che dice mi spaventa.

-C'è quindi il rischio che non solo il primo dreamer, ma anche l'ospite subisca danni così gravi?- si informa il professore

-è possibile- ammette Thomas cliccando sulla tastiera

-Se 001 non fosse così imprevedibile ci saremmo affidati a lui per recuperare le informazioni necessarie- scuote il capo

-Non ve la sentite forse?- il tono della voce è canzonatorio e arrogante

Il dottor Gilmor sta per rispondere, ma lo anticipo -Niente affatto-

-Ma Françoise...-

-Ha ragione lei professore, non possiamo aspettare che 001 si svegli, potrebbe volerci troppo tempo e quel cyborg potrebbe nascondere un segreto oscuro che non possiamo ignorare- sospiro

Vedo Thomas ghignare di sfuggita: ci credo che non ha amici. Il dottor Fudo invece sdrammatizza assicurando che tutte le precauzioni sono state prese e che in caso qualcosa sfugga al controller il processo sarebbe immediatamente interrotto.

-Allora, vogliamo fare un giro di prova?- Thomas apre un cassetto e mostra a tutti una mascherina rosa, di quelle che si usano per coprirsi gli occhi quando si viaggia in aereo. Nello stesso cassetto ci sono anche le cuffie verde mela della dottoressa De Amicis.

Mi spiega come funziona : dovrei sdraiarmi sul letto che si trova nella metà dello studio separata dal vetro, infilarmi la mascherina e attendere di essere entrata nel virtual world. Sembra facile a parole. Sento il cuore battermi forte nel petto, ed una sensazione di ansia e curiosità solleticarmi la bocca dello stomaco.

Quando mi distendo, una volta essermi tolta il soprabito, cerco di fare un respiro profondo, mentre attendo il via per inserire la mascherina. Con un cenno della mano il dottor Radcliffe mi dice che è tutto ok e che possiamo iniziare.

Appoggio la mascherina sugli occhi ed aspetto. Una luce si apre davanti a me, forse è lo schermo gigante che si illumina e avverto la sensazione di venire risucchiata: il mio corpo nudo e brillante scivola all'interno di un tubo di luce. Chiudo gli occhi per difesa e per paura e quando li apro sono nel giardino della mia casetta sulla scogliera. Stranamente è il posto in cui desideravo di essere. Indosso degli abiti normali, di tutti i giorni, ma non quelli che avevo quando sono entrata nel centro di ricerche del dottor Fudo.

Dreamer, mi senti?

La voce del dottor Radcliffe mi arriva chiara e distinta

-La sento, ma non la vedo-

Ti gadgettizzo con un orologio, all'interno del quadrante riesci a vedermi?

Il suo viso assonnato e scomposto mi appare nitido e annuisco

Benvenuta nel virtual world, dove ti trovi?

-A casa- rispondo perplessa iniziando ad attraversare il giardino di calendule

Non ti sei sprecata molto

-E cosa dovrei fare?-

Tutto quello che vuoi

Se davvero posso fare tutto quello che voglio allora...

I palcoscenici di Broadway divorano la mia bella casetta sulla scogliera e resto io al centro del palco dove un improvviso getto di aria mi solleva la gonna del vestito bianco: cerco di tenerla abbassata mentre scuoto i boccoli biondi e sorrido maliziosa alle telecamere invisibili

-Tutte sognamo di farlo almeno una volta!-

Certo...avanti, avanziamo di livello. Ti proietto all'interno di un'arena e ti gadgettizzo in modalità "gladiatore"

I miei vestiti pret e porter diventano una piccola armatura di cuoio ed un gonnellino color ocra, con i calzari in tinta. Sento sulla mia testa il peso di un caschetto e nella mano destra stringo una spada dal manico corto.

-La folla in delirio è proprio necessaria?- domando intimidita dalle grida dei tifosi che si agitano sugli spalti del Colosseo. Per essere una realtà virtuale è piuttosto realistica!

Tra poco entrerà il leone: cerca di non farti colpire; ogni danno che subisci nel virtual world è un potenziale danno alla tua memoria

-D'accordo- le inferriate delle gabbie si sollevano ed un gigantesco felino inizia a gattonare verso di me. Inizialmente il passo è felpato e guardigno, ma quando mi individua inizia a corrermi incontro. Lo schivo, una, due volte; alla terza il leone ruggisce e prende nuovamente la carica, balzandomi addosso con un salto di agilità. Sollevo la spada e fendo l'aria con un paio di colpi a vuoto.

-Ti trovi in difficoltà?-

-Abbastanza; di solito è 008 che si occupa di queste cose!-

Non capisco che cosa hai detto, ma stammi bene a sentire: devi difenderti ed attaccare con decisione, altrimenti non riuscirai a liberarti di quella bestiaccia!

Ha ragione. Io e il leone abbiamo iniziato a camminare in tondo ed entrambi aspettiamo un momento di debolezza durante il quale attaccare.

-Dottor Radcliffe! Ho infinite potenzialità nel virtual world, giusto! Allora ho bisogno di una bistecca!-

In arrivo!

Nella mano sinistra compare una grossa fetta di carne succulenta ed inizio a sventolarla davanti al muso del gattone.

-Guarda qui!- lancio la bistecca circa alle mie spalle e l'animale gli corre incontro, a quel punto è abbastanza vicino e distratto per poterlo colpire con un fendente di spada. Quando estraggo l'arma, la lama è completamente insaguinata ed una pozza rosso porpora si espande dal corpo piegato del leone. L'intero stadio di alza in piedi per acclamarmi e dall'alto del suo trono l'imperatore punta il pollice in alto per graziarmi.

Finiamola qui

Annuncia la voce del dottor Radcliffe. Intono a me tutto si dissolve e piano piano divento un punto di luce in mezzo al buio totale

-Come esco da qui?-

Quando riaprò gli occhi il dottr Gilmor mi sta sfilando la mascherina.

-Allora, come è andata?- si avvicina anche il dottor Fudo

-Abbiamo seguito tutto dallo schermo, sei stata molto brava- si complimenta il professore

-Per precauzione adesso la accompagneremo a fare una tac!-

Il posto su cui era seduto il dottor Radcliffe è vuoto. Evidentemente se ne è andato.

-T.RAnno è andato a stampare i dati rilevati durante la simulazione per assicurarsi che soddisfino i suoi criteri di compatibilità- annuncia Fudo

-Come ti senti?-

-Sto bene dottore: è stata un 'esperienza incredibile!Mi sono sentita come se fossi in grado di fare ogni cosa!- racconto senza tradire una nota di orgoglio nella mia voce

Non ho parole per descrivere l'intensità delle emozioni che ho provato in soli 5 minuti che mi sono avventurata nel virtual world!

-Splendido!- batte le mani il dottor Fudo -Appena se la sente si rimetta in piedi e dirigiamoci verso la sala per la tomografia assiale computerizzata!-

Dopo esserci assicurati che il mio cervello fosse privo di danni ci siamo diretti alla mensa per pranzare. La sala è gremita di gente che si è ordinatamente messa in fila con il vassoio per ordinare il pranzo.

-Quasi tutti i prodotti serviti provengono dalle nostre coltivazioni- il dottor Fudo passa un vassoio a me e al dottor Gilmor e ci accodiamo anche noi dietro l'ultima persona in attesa. Davanti all'uomo riconosco il profilo snello della dottoressa Newton, ma aspetto che le servano sul vassoio l'insalata greca che ha ordinato e vada a prendere posto al tavolo prima di raggiungerla.

-è libero?- mi siedo davanti a lei

-Sono felice di rivederla-

-Puoi darmi del tu- assicuro -Ho conosciuto le tue colleghe: la dottoressa Hippe e la dottoressa De Amicis- nell'istante in cui pronuncio i loro nomi, compaiono le due donne con i vassoi in mano. Una tanto alta e l'altra tanto piccolina.

Si siedono e subito Nicole inizia a lamentarsi -T.RAnno si è preso tutti i vasetti di budino rimasti! Non ne ha lasciato nemmeno uno per sbaglio!-

Lancio un'occhiata veloce in fondo alla sala, dove Thomas siede da solo ad un tavolo ed è intento a scartare il primo budino. Sorrido comprensiva a Nicole prima di affondare la forchetta nel tortino vegetale che una volta portato alla bocca ha un sapore veramente delizioso. Magari dopo chiedo la ricetta alla cuoca e la porto a Chang, anche se in questo momento sarà troppo impegnato a gestire il suo ristorante cinese. Che sono partita assieme al professore lo sanno solo Joe e Bretagna, gli unici che erano a casa quando abbiamo ricevuto la lettera del professor Fudo

-Allora, fan di MJ, dicci qualcosa di te-

-Si raccontaci: come è il Dreamcatcher di quel dummdreist?- è Margareta a commentare; adesso faccio caso al suo forte accento tedesco, prima non lo avevo notato perchè ero troppo inquietata ad osservare quella bambola che dorme qualche piano sotto di noi

-è stata un'esperienza incredibile- confesso

-Beh di sicuro la fantasia non gli manca; sapevate che progettava videogames prima di venire a lavorare qui?- Graciela tira via la linguetta della lattina e riversa il friccico della soda nel bicchiere

-Come fa Puzzola a non rendersi conto che è rischioso quello che fa?- continua a lamentarsi Margareta

Io credo che il loro atteggiamento sia troppo scettico, in fondo ho sperimentato sulla mia pelle il dreamcatcher ed anche se sono rimasta nella dimensione onirica per poco, ho potuto rendermi conto delle grandi possibilità che offre.

Con nostra grande sorpresa il dottor Radcliffe si avvicina al nostro tavolo

-Galilei!- chiama la sua "piccola" collega -Dopo puoi venire a prenderti le cuffiette, intanto ecco- appoggia un budino sul tavolo -Senza rancore- e se ne va a posare il vassoio sul bancone

-Bene- storce il naso Nicole -Ora posso anche ritirare il virus che gli ho spedito per distruggerli il sistema!-

 

Capitolo tre - Wonderland

Io e il professor Gilmor restremo ospiti del centro finchè la nostra presenza sarà necessaria. Nicole si è offerta di dividere la sua camera da letto con me: mi ha assicurato che dispone di una stanza abbastanza spaziosa con un divano letto che utilizza per ospitare la sorella quando viene a trovarla dall'Italia.

Io per sicurezza porto sempre dei vestiti di ricambio quando mi sposto e tengo in borsa lo spazzolino da denti perchè sono una fanatica dell'igiene orale.

La stanza di Nicole è disordinatissima: ci sono vestiti sparsi ovunque, cavi del computer che spuntano praticamente da ogni cassetto della scrivania; per terra c'è una cassetta degli attrezzi aperta.

L'unico tocco veramente femminile è l'orsacchiotto sul letto. Per il resto gli scaffali sono pieni di libri, piccoli aggeggi elettronici e dei cd.

-Scusa il disordine- scavalca la cassetta degli attrezzi e raccoglie velocemente i vestiti sparsi abbandonati sul divano

-Il lavoro ti prende molto?- cerco si dissolvere l'imbarazzo

-Abbastanza: amo il mio lavoro e il centro è praticamente casa mia- apre il letto ed iniziamo a rifarlo con le coperte pulite

-Ti capisco, ormai sono giapponese di adozione e non vedo l'ora di ritornare alla mia casetta sulla scogliera!-

-Ah il mare! Vorrei tanto andarci!-

-Quando avremo risolto il mistero della bella addormentata potrai venire a trovarmi-

-Ti riferisci a quel mezzo corpo cibernetico? Secondo me non ha niente di principesco, anzi mi mette anche un pò di ansia- mi confessa raccattando anche i vestiti abbandonati sulla sedie della scrivania e stipandoli nell'armadio alla meglio -Puoi usare quel mobile lì- mi indica un comodino laccato bianco.

A cena ci ritroviamo tutti nuovamente nella sala mensa e finalmente incontro nuovamente il dottor Gilmor. Mi racconta che anche a lui hanno assegnato un alloggio provvisorio, ma che assieme al dottor Fudo hanno concordato che il progetto Dreamcatcher non poteva essere rimandato nelle prossime ore.

-Ho capito- assicuro

-Nel pomeriggio il dottor Radcliffe ha studiato i risultati raccolti durante la simulazione ed ha perfezionato il progetto per renderlo più compatibile con i tuoi processi vitali e cerebrali-

Non riesco a mangiare nulla: rigiro il contorno sul piatto, cercando di trovargli una collocazione soddisfacente che non sia il mio stomaco, ovviamente.

L'idea di dovermi insinuare nel cervello, anzi, nel virtual world di quella donna cyborg mi terrorizza. Cosa potrà partorire di vitale un cervello morto?

Mi faccio questa domanda fino a quando non arriviamo nuovamente davanti all' ufficio del dottor Radcliffe accompagnati dal dottor Fudo. Thomas è già a lavoro al suo computer e sembra stia ultimando i dettagli rimanenti.

Quando mi stendo sul letto provo nuovamente la sensazione della paura dell'ignoto e non mi consola il fatto di aver già sperimentato le meraviglie del Dreamcatcher perchè stavolta il virtual world verrà manovrato dalla mente di un cervello elettronico esterno. Osservo la massa gelatinosa all'interno della quale galleggia il cervello.

-Direi che siamo pronti per iniziare- annuncia Thomas e mi distoglie dalle mie interminabili paranoie -Una volta entrata nel virtual world dovrai raccogliere quante più informazioni possibili, ci basta scoprire perchè quell'androide si trovasse a vagare per Okinawa; tutto chiaro?-

Annuisco.

Il tunnel di luce mi proietta in uno spazio indefinito in cui si alternano i toni del grigio e nero come un vecchio film degli anni '30: intorno a me si alza un labirinto di polvere invisibile.

Mantieni la calma

Il viso di Thomas appare sul quadrante del mio orologio.

Il cervello elettronico potrebbe essere difettato ecco perchè le immagini sono così poco definite

Eppure nell'istante in cui pronuncia queste parole una sensazione mi invade: è la consapevolezza che si sbaglia. Abbiamo sbagliato tutti. Una luce bianca inizia a scappare attraverso le siepi di foglie secche ed io le corro dietro per non perderla di vista.

L'anima sola che si nasconde in quel corpo meccanico mutilato in realtà non è spirata verso la morte, ma è rimasta aggrappata alla sua vendetta e si è risvegliata proprio nel momento in cui la forte scossa elettrica ha riacceso i neuroni per collegarla nel virtual world

Mi ritrovo davanti ad un bivio ed una voragine si apre sotto i miei piedi e mi inghiotte. Cado velocemente in un buco nero senza fine dove, mentre io precipito, oggetti di uso comune risalgono in superficie a velocità elevata. Schivo un pianoforte ed una lampada a stelo lungo ed atterro malamente sul terriccio freddo e buio. Tra gli alberi di cartone che si sono materializzati intorno a me passa un sorriso a mezzaluna che appare e scompare senza fermarsi; impronte fluorescenti di gatto segnano il sentiero da seguire.

Alice character attivato!

Quando Thomas pronuncia queste parole la mia tutina rossa diventa un vestito azzurro con la gonna svolazzante, il grembiulino di organza bianco, calze autoreggenti bianche e per completare decoltè nero tacco 12 abbinato ad un fiocchetto tra i capelli.

-è proprio necessario?- alludo al completino

Le eroine dei videogames sono sempre molto attraenti

-Se lo dici tu...- finisco per inciampare in una radice e fruste di rovi spuntano all'improvviso da ogni parte per afferrarmi le braccia e le gambe: si attorcigliano intorno al mio corpo conficcandomi le spine nella carne. Urlo dal dolore e non ne posso fare a meno. I boccioli neri lungo gli steli sbocciano tutti contemporaneamente e al centro della loro corolla dei visi umani iniziano a ridere di me mentre le presa delle loro radici mi soffoca.

-Aiutami!- supplico Thomas di intervenire

Nella tasca del grembiule!

Libero con difficoltà la mano da un bracciale di rovi e me la porto nella tasca sinistra: un fungo. Immagino che dovrei mangiarlo. Non ha sapore, ma appena lo ingogio sento il mio corpo bruciare, come se andasse in fiamme. I fiori si sciolgono in una smorfia di dolore e terrore e le radici e i rami appassiscono per effetto delle scintille che il mio corpo ha iniziato ad emanare.

Appena riesco a liberarmi riprendo a correre in direzione dell'ignoto: il bosco di cartacrespa partorisce alberi dai tronchi imponenti e spaventosi; il sorriso a mezzaluna continua a fare la sua fugace comparsa, come un faro provvisorio. Niente di quello che mi circonda è reale ed ogni cosa, anche quella apparentemente più innocua, può rivelarsi fatale.

Le zampette fluorescenti mi conducono alla base di un lungo tavolo che diventa per me un percorso obbligato. Tutto sta diventando grande: le teiere sbuffanti saltellano da una parte all'altra della tovaglia a quadri rossi e bianchi, la zuccheriera fa traboccare delle zollette grandi come iceberg e come se non bastasse ci si mettono pure i biscotti che si arrampicano tra di loro per formare una torre!

Le teiere riversano sulla tovaglia il thè e la piena che si forma rischia di travolgermi: non ho altra scelta, devo superare questo fiume in un modo o nell'altro.

Prova a saltare sulle zollette di zucchero: ma devi essere veloce, se si sciolgono rischi di venire travolta!

Mi sembra una buona idea: devo concentrarmi ed essere rapida. Atterro a 4 zampe sul primo blocco di zucchero e lo sento affondare velocemente; salto su un'altra zolletta, che si scontra accidentalmente con un rametto di thè e rischia di farmi perdere l'equilibrio

Resisti, arrivano i rinforzi!

Una barchetta arrangiata con un tovagliolo piegato ad origami mi si avvicina e con un pò di fortuna riesco a raggiungere l'altra riva. Ora devo trovare un modo per scalare la torre di biscotti senza che le scaglie di cioccolato fondente mi trafiggano. Provo ad iniziare la scalata ma l'equilibrio è precario e la torre comincia a traballare pericolosamente. Mi viene un'idea. Dispiego il tovagliolo di cotone che è stato per un salvagente ed inizio a piegarlo nuovamente formando un nuovo origami : la gru. Mi riesce abbastanza bene, anche se, piccina come sono diventata, non ho più molta dimestichezza, e poi perchè la stoffa è molto più spessa e pesante della carta. La gru inizia a far svolazzare le sue alette ed io salgo sul dorso stringendomi ben salda al collo lungo.

Bel lavoro!

-Grazie-

Mi torna in mente l'ultima volta che ho visto Albert modellare una gru e lanciarla dalla cima di una montagna per commemorare la piccola Shira e tutti gli abitanti di un piccolo paesino di montagna.

La Gru, che ho deciso di chiamare Shira, mi accompagna fino in cima alla torre golosa. C'è un cappello a cilindro rivoltato che dall'alto appare come un secondo buco nero.

Devi entrare!

-Ma non ci passo, sono troppo grande!- il che è una contraddizione in termini visto che ho rischiato di essere schiacciata da una torre di biscotti.

Guarda nella tasca

Una polpettina di riso?

Buon appetito

Inizio a rimpicciolirmi progressivamente, anche perchè Shira sta diventando grande, tutto diventa gigantesco intorno a me.

Non ho altra scelta: devo saltare nel cappello! Non ho idea di dove andrò a finire, ma immagino che sto per scoprirlo! Il viaggio in questo tunnel buio sembra durare un'eternità finchè disegni psichedelici dai colori vibranti non iniziano a volteggiare intorno a me. Stavolta atterro con molta più sicurezza e soprattutto in piedi.

Tutto il grigio che mi circonda si pittura di verde brillante, un tappeto infinito di erba si stende davanti a me. Siepi rigogliose fioriscono di rose bianche e il cielo diventa di un'azzurro intenso, senza nuvole. Un castello compare all'orizzonte, appoggiato delicatamente su una collina. Tutto è così fiabesco e meraviglioso.

Arriva qualcuno

Un corteo di carte da gioco marcia verso di me e si fermano a pochi metri di distanza. Le picche si dispongono in una fila, il seme di cuore in un'altra distinta ed entrambe creano un passaggio per accogliere la regina assoluta di quel mondo meraviglioso.

Cammina verso di me con passo felpato, nel suo vestito nero lungo e succinto con un grosso cuore all'altezza della scollatura. I capelli biondi svolazzano liberi nella brezza estiva e negli occhi verdi smeraldo la vita è tornata a pulsare.

-Finalmente ci incontriamo, maestà!-

La donna alza un braccio e punta il dito contro di me. La voce è metallica e stridula, come quella di una bambola rotta -Tagliatele la testa!-

Immagino voglia vendicarsi su di me per il modo orribile in cui hanno deturpato il suo corpo diafano. Era una donna così bella e la follia di una mente malvagia l'ha strappata alla sua vita e alla giovinezza degli anni che non potrà più vivere. Come posso ignorare la sorte che abbiamo in comune e non provare almeno un pò di pietà per lei?

-Non voglio farti del male -assicuro arretrando di qualche passo

Le rose iniziano a tingersi di rosso, perdendo per sempre il loro candore. Il cielo che fino a pochi istanti fa era azzurro si riempie di nuvoloni neri. Anche il castello sullo sfondo inizia a mutare lentamente la forma per trasformarsi in una struttuta più bassa e larga, con il tetto spiovente che termina con le punte verso l'alto. L'idea generale è quella di un classico edificio giapponese. Un teatro, credo.

Tutte le carte da gioco si curvano su loro stesse e si rialzano nelle nuove vesti di donne abbigliate, nei vestiti e nei capelli, con gli abiti tradizionali giapponesi. Sono tante piccole geishe allineate che aprono i loro parasoli variopinti ed iniziamo a danzare con movimenti fluidi. La sinuosità dei loro corpi esili mi ipnotizza: non posso fare a meno di guardarle.

Non distrarti: è un trucco, sta cercando di attirare la tua attenzione. Quelle ballerine sono la bistecca che ti ha lanciato!

Di nuovo devo dare ragione al dottor Radcliffe. Ma la Regina di cuori non si muove, resta impassibile nella sua etereità. Intanto le geishe danzanti continuavo a scambiarsi di posto agitando delicatamente i parasoli.

Tutto sta diventando più nitido ai miei occhi. Le geishe, il teatro che fa da sfondo alla loro danza. Aver superato il wonderland ha allentato il controllo sui ricordi creando una crepa nella sua memoria cibernetica, come se non riuscisse a trattenere lo scorrere dei pensieri. Anche se le labbra rosse e carnose non si muovono, mi sta svelando il segreto della sua esistenza. Ma non riesco a rivelare la mia scoperta che finalmente la Regina decide di attaccarmi diretta! Corre verso di me : le braccia le oscillano davanti simulando il movimento di un pendolo impazzito. Tutti i suoi movimenti sono scomposti e privi di grazia. Ha perso un braccio ed anche l'altro. Quando salta verso di me si staccano anche le gambe e volano via in due direzioni opposte. La testa salta via dal collo e lo strato di pelle che la riveste si lacera mostrando un guscio di acciaio e circuiti : è una bomba e il timer ha già il countdown inserito!

Chiudo gli occhi per non dover affrontare tutto questo.

Il tocco di due mani mi sfila lentamente la mascherina dagli occhi. Per fortuna hanno interrotto il contatto prima che l'esplosione polverizzasse il mio corpo digitale e la mia memoria.

Nicole mi chiede se sto bene e mentre si assicura che sia ancora tutta intera (cerebralmente parlando) io scatto in piedi.

-Non abbiamo tempo da perdere! Dobbiamo andare al teatro di Okinawa!-

-Hai bisogno di un passaggio?-

Incredibile: il mio incubo virtuale è appena finito e già vivo un secondo sogno.

-Sono felice di rivedervi!-

 

Epilogo

Il giorno dopo un notiziario locale riportò la notizia che la compagnia di danza non eseguì lo spettacolo, ipotizzando che si trattasse di un segno di protesta nei confronti degli esponenti politici che proprio quella sera si erano recati a teatro per assistere alle danze.

Nessuno, neppure la sezione speciale della sicurezza nazionale, saprà mai che in realtà abbiamo sequestrato tutte le geishe androidi e disinnescato le bombe. Quanto alla bella addormentata, dopo aver distrutto il cervello elettronico abbiamo dato una sepoltura al suo corpo in un angolo del bel giardino all'esterno del centro di ricerche. L'abbiamo chiamata simbolicamente Alice e intorno al luogo della sepoltura crescerà un roseto di fiori rossi e bianchi: che riposi in pace.

Tiro fuori dal frigorifero le vaschette del ghiaccio e riverso i cubetti nei drink che sto preparando in cucina. Joe appare sulla soglia e si offre di aiutarmi a portare i vassoi in spiaggia. Sembrano tutti felici. Alcuni anche affiatati se così si può dire: finalmente Thomas si è preso quel gavettone che tutti i suoi colleghi sognavano di destinargli, con l'esecutrice manuale nella figura di Nicole. La bella (e che cavolo con un fisico da urlo!) Graciella sta impastando le mani nella sabbia bagnata per costruire un castello assieme ad Ivan e a Jet che certamente non si sta davvero preoccupando di rendere salda la struttura o di assicurarsi che Ivan non si faccia male con quel granchio che gli sta camminando sulla gambina!

-Tieni queste!- mollo a Joe anche le due bottiglie di limonata e vado a recuperare il neonato, tanto a quei due non mancherà di certo.

Lo lascio alla custodia del dottor Gilmor che intanto deve sorbirsi i discorsi deliranti e orgogliosi del dottor Fudo sotto l'ombrellone.

-Abbiamo fatto davvero un ottimo lavoro Isaac!-

-Limonata signori?-

-Si grazie giovanotto- Joe alza il mento e mi indica di guardare verso la riva. La statuaria e atletica dottoressa Hippe corre incontro alle onde con la tavola da surf...seguita da Albert, anche lui con la tavola da surf!

C'è un'influenza positiva in questo gemellaggio di scienziati e cyborg.

Tutti sembrano così felici e spensierati. L'unica a guardarsi indietro sono io, come al solito. La bella addormentata adesso dormirà per sempre: quel viso d'angelo, quegli occhi spaventati...spero che non si senta sola nel posto in cui si trova adesso, ma che stia finalmente vivendo un sogno. Un bel sogno.

© 01/02/ 2012

 
 


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