LAVANDA 

di Laura

-Non ne hai il coraggio...- la derise l' uomo, ormai disarmato, retrocedendo appena di qualche passo
-Non sfidare la fortuna- non si mosse di un millimetro
-Davvero mi uccideresti così? No Françoise, non ne avrai mai il coraggio...- ripetè per stuzzicarla ulteriormente
- 003 - corresse -Hai davanti il cyborg non la donna...-
-Uh sembra che tu abbia trovato il sangue freddo...avanti spara!- allargò le braccia mostrando il petto dalla camicia sbottonata
Puntò la pistola e corresse la traiettoria; bersaglio: cuore.
Ma la mano restava impietrita sul grilletto.
La sua testa non esitava, ma il suo corpo si. Quello stesso corpo che ormai non le apparteneva più da molto tempo, ma che in quel momento si dimostrava più umano della sua mente intatta.
-Sto aspettando 003...- lo disse con il tono di voce con cui un professore aspetta che l'alunna risponda ad una domanda sapendo che non conosce la risposta -Allora?-
-Come fai ad essere così tranquillo? Sto minacciando la tua vita!- cercò di prendere tempo, giusto qualche istante: la ragione, la fredda e severa ragione, avrebbe assoggettato il corpo alla sua volontà
-La mia vita...non ha alcun valore- rispose
Impallidì da quella risposta
-Quelli come me e come te non possono aspettarsi niente da questo mondo, non avremo mai un posto in cui stare sereni, non avremo mai una routine, una quotidianità, non siamo destinati ad invecchiare in una casa assieme ai nostri cari, ma siamo condannati a vagare come randagi alla ricerca di una quiete momentanea...-
Quelle parole avevano un sapore amaro come l'assenzio.
Pensò che fossero le parole di un uomo a cui la vita aveva tolto tutto, anche la dignità di soffrire, perchè una volta venduto ai Black Ghost non sei più un essere umano trasformato in cyborg, ma un cyborg che non è mai stato un essere umano.E questo faceva la differenza.
Abbassò la pistola -Vieni via con me? Ti darò io quel luogo che tanto cerchi: è una casa con un giardino, dove si litiga per apparecchiare la tavola, il bucato profuma di lavanda e non c'è mai acqua calda per farsi la doccia e...ed è sempre piena di polvere, perchè le missioni ci portano fino in capo al mondo e quindi non c'è mai tempo per le pulizie...-
-Hai abbassato la pistola 003! Non farlo mai! Non mostrare mai debolezza davanti ad un nemico o lui si approfitterà di te!- la rimproverò...e tornò ad essere il professore che rimprovera l'alunna di non essere stata attenta alla lezione
-Io non voglio usarla questa pistola!- alzò la voce. Corpo vince, ragione perde.
-Lo sapevo che avresti esitato; sei addirittura arrivata a propormi di unirvi a noi...ma cos'hai in testa?- il sorriso beffardo tornò sovrano sul suo viso
-Io...- si sentiva umiliata, ed anche una traditrice nei confronti dei suoi amici -...volevo darti una possibilità-
-Rifiuto l'offerta, ora torna pure al piano " a ", comportati da cyborg, invece che da donna...- l' ennesimo colpo basso la ispirò a puntargli di nuovo contro la pistola
-Bene, ora ci siamo...fai pure con calma, non ho fretta: ho sbrigato tutte le commissioni della giornata, tutte tranne una- specificò
-Immagino che voglia sentirti chiedere qual'è...-
-Sei gentile a chiedermelo, beh si, non sono riuscito a fare una cosa che Fantasma Nero mi ha chiesto...-
-Vuoi tenermi sulle spine?-
-Avevo una missione che si è rivelata più complicata del previsto: eliminare il cyborg dalla super vista e dal super udito...-
Si sentì mancare le gambe.
-Pare che sarò io ad avere il benservito...sono sicuro che c'è anche una morale da qualche parte, ma sai com'è sono talmente pigro che non ho voglia nemmeno di scappare, quindi non mi metterò a rifletterci sopra-
-Non è troppo tardi per cambiare idea...- ebbe un moto di compassione
-Ne abbiamo già parlato-
La mano tremò ancora, poi si fece salda e finalmente premette il grilletto.Partì uno sparo che si andò a schiantare a terra, a pochi cm dai piedi dell'ufficiale versione casual, il quale alzò gli occhi al cielo ed imprecò in una lingua silenziosa. Nel frattempo 003 gli aveva voltato le spalle e si stava incamminando verso una barriera di polvere.
-Dove credi di andare!?- le urlò dietro
-Ho delle commissioni da sbrigare capitano, per quanto mi riguarda tu sei scomparso, e anche Black Ghost non verrà a cercarti, quindi vattene - si fermò senza voltarsi
-E chi ti dice che non tornerò dritto da Black Ghost?-
-Loro non sono tolleranti con chi non porta a termine le missioni, ma tanto tu pensi che la tua vita non valga niente, quindi non ti importerà delle conseguenze...io non voglio il tuo peso sulla coscienza, preferisco punirti lasciandoti in vita, chissà che tu non impari ad apprezzarla- concesse appena un mezzo sorriso, vedendo che finalmente era stata lei a far vacillare la sua volontà e non il contrario.
-Sapevo che non ne avevi il coraggio- si aggrappò all'ultimo lembo di spavalderia
-Forse è come dici tu- lo lasciò con il beneficio del dubbio
Poi accadde tutto in un attimo, l'ufficiale scattò in direzione di 003, la afferrò per le spalle e la gettò a terra sotto il suo peso. Due colpi partiti dal cielo li avevano prescelti come vittime, lei in quanto nemico naturale, lui in quanto traditore.
Ma una sola schiena era stata trafitta. Nascosti tra la polvere, stretti l'uno all'altra, l'ufficiale soffocò il sangue in una risata di gioia
-Perchè piangi 003? I cyborg non piangono...-
-Perchè l'hai fatto?- singhiozzò disperata
-Forse perchè era la cosa giusta...io non ho più nulla da fare qui, mentre tu hai delle pulizie a casa che ti aspettano, e poi qualcuno dovrà pur stendere quel bucato che profuma di lavanda...-
Lo spogliò della camicia per controllare quanto in profondità fossero andati i colpi.Iniziò a sudare dal nervoso e dallo sconforto, mentre le lacrime scendevano copiose dagli occhi cerulei
-Smettila: le donne che piangono non le sopporto!-
-Ma tu stai morendo...e mi hai protetta per salvarmi...-
-E allora rendimi il favore e smettila di piangere!- non si smentì nemmeno in quel momento -E poi non c'è più niente che puoi fare per me...-
-Posso darti un bacio?-
-Cosa?-
-Un bacio...- deglutì a fatica, sentiva un nodo alla gola, un peso nell' anima. Chiuse gli occhi e unì le labbra rosate a quelle dell'uomo, ancora leggermente schiuse per la sorpresa.
-Profumi di lavanda...- sussurrò 
Solo Françoise riaprì gli occhi, tra le sue braccia giaceva il corpo inerme di quell'insolito compagno di sventure; sul volto dormiente era appassito un sorriso. 
Iniziò a ridere e a singhiozzare insieme -Non hai perso l' occasione di prendermi in giro, eh?-

 

© 05/07/ 2010

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